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domenica 11 luglio 2010

Sorprese e delusioni post mondiale: parte 1/8


Comincia oggi la rubrica che si snoderà in otto puntate, dove verrà data una valutazione oggettiva alle 32 compagini che hanno partecipato alla rassegna iridata.

Non è stato un mondiale esaltante per l'Honduras, praticamente mai pervenuto in fase offensiva; le più grosse delusioni per la nazionale centroamericana arrivano infatti dagli attaccanti, rei di non essersi mai resi realmente pericolosi nei match contro Cile, Spagna e Honduras: voto insufficiente quindi per i vari Suazo, Pavon, Martinez (da apprezzare però le treccine arcobaleno) e Welcome. Esce a testa alta invece il reparto difensivo, capitanato dall'ottimo Noel Valladares: il 33enne portiere del Deportivo Olimpia ha tenuto a galla i suoi contro Villa & co., è rimasto inviolato contro la Svizzera e contro il Cile ha compiuto una tra le più belle parate del torneo. Merita infine una menzione l'estroso Nunez, che nei pochi minuti da lui giocati ha fatto ricredere il suo allenatore Rueda.

Si presentava come debuttante e si è tolta lo sfizio di battere i campioni del mondo raggiungendo, ovviamente per la prima volta, gli ottavi di finale. Stiamo parlando della Slovacchia, che dopo la beffa subita a tempo scaduto nella gara d'esordio temeva di aver gettato al vento un'occasione colossale; invece, grazie alla quadratura di un gruppo mai domo, gli uomini di Weiss hanno saputo reagire e giocarsi le loro carte nel gruppo F. Torneo superbo per l'attaccante ex Norimberga Tomas Vittek, capocannoniere della squadra con 4 reti; eccellenti prestazioni anche per Strba, un autentico mastino a centrocampo, e per Jendrisek. In chiaroscuro Mucha, deludente Hamsyk.

Il Cile è stata riconosciuta all'unanimità come squadra "tanto fumo niente arrosto"; una compagine di indiscusso talento ma priva di quell'esperienza fondamentale a certi livelli. Complicatissimo trovare giocatori che hanno deluso, risulta semplice invece elencare chi ha fatto bene nella 'Roja': tutto l'attacco, reso spumeggiante dai funambolici Mark Gonzalez, Fernandez, Sanchez, Valdivia e Beausejour. Unico neo in questo lotto il centravanti Suazo, lontano parente del mattatore delle qualificazioni. Di qualità anche il pacchetto arretrato, con i vari Ponce, Isla, Jara e Medel, coadiuvati dall'ottimo Vidal, sublime jolly del Bayer Leverkusen. Alquanto allegorico invece il portiere Bravo, che non ha tenuto fede al suo cognome sul gol di Villa in Cile-Spagna 1-2.

Tutt'altro che felice il mondiale dell'Inghilterra, mai veramente convincente e ridicolizzata dalla Germania negli ottavi di finale. Analizzando i singoli non si può non citare la papera di Green al debutto, effetto della solita confusione sassone sul ruolo di portiere titolare. Rooney e Gerrard hanno disputato un torneo anonimo mentre i vari Heskey, Wright Philips, Lennon, Milner e Barry sono risultati ampiamente insufficienti; da salvare solo Defoe, Lampard e Upson.

venerdì 2 luglio 2010

Suicidio Ghana, l'Uruguay è fortunosamente in semifinale


Una partita rocambolesca regala la semifinale all'Uruguay, mettendo fuori dai giochi uno sfortunatissimo Ghana.

Il calcio spesso è crudele. E stasera l'avrà imparato per bene il Ghana, compagine sulla quale un continente intero stava appoggiando le proprie speranze e che invece ha dovuto salutare la competizione con la sconfitta più triste di tutta la storia del calcio ghanese ed africano. Il povero Gyan, autentico trascinatore dei giallorossi, non dimenticherà mai le 22:51 del 2 Luglio 2009; il suo errore dal dischetto è un autentico macigno che il calciatore del Rennes si porterà addosso per il resto della sua carriera e che costa la fine del sogno della sua nazionale. Ma sarebbe davvero increscioso incolpare dell'eliminazione solamente il suddetto centravanti, nonostante la sua mancata trasformazione sia comunque un evento chiave dell'incontro; il Ghana ha dato un' ennesima dimostrazione di grande coesione e unione di gruppo ma non è stato sufficientemente lucido sottoporta: le numerosi occasioni da gol prodotte e la notevole supremazia territoriale (esclusi forse i primi 20', dove l'Uruguay è entrato con un approccio migliore) potevano e dovevano essere finalizzate al meglio. Poi si sa, arrivati al 120', i rigori sono una lotteria che si può vincere ma che si può anche perdere, dove le qualità tecniche, fisiche e mentali contano fino a un certo punto.

Complimenti alla 'Celeste', brava a far valere la sua esperienza e molto fortunata in occasione dell'episodio sopracitato. Con la Corea del Sud era girato alla perfezione Luis Suarez, stavolta è toccato al troppo sottovalutato Diego Forlan tenere a galla la squadra di Tabarez, reo di non aver impostato in maniera corretta l'undici iniziale; il 4-4-2, con Cavani esterno largo, non è mai stato digerito completamente dall'Uruguay, che non ha espresso quel gioco più produttivo caratteristico degli scorsi turni. Sull'andamento dell'incontro ha inciso inoltre l'infortunio di Lugano, che al 36' ha dovuto lasciare spazio a Scotti: il capitano farà di tutto per recuperare contro l'Olanda.

Il film della partita-Il Ghana scende in campo abbastanza timoroso, forse schiacciato dalla pressione di un continente che lo supporta, la 'Celeste' cerca quindi di approfittarne, rendendosi pericolosa più volte nei primi minuti: al 10' Suarez si libera bene, entra in area e calcia da posizione defilata ma trova un attento Kingston sulla sua strada. Al 17' ci prova Victorino di testa, ma Kingson risponde d'istinto; al 24' si fa vedere anche Forlan, ma il suo destro finisce alto. Al 25' Suarez si gira splendidamente al limite dell'area e calcia a botta sicura, ma il portiere del Wigan è ancora superbo e devia in angolo. Alla mezz'ora sale in cattedra il Ghana, coll'incornata perfetta di Mensah che va ad accarezzare il palo; nemmeno un minuto dopo Gyan fallisce un comodo tap in
vincente sulla palla in mezzo di Boateng. Al 47' pt arriva il vantaggio africano: tiro a sorpresa dai 35 metri di Muntari, la palla prende uno strano effetto e diventa imprendibile per Muslera. Nella ripresa la reazione dell'Uruguay non tarda ad arrivare e al 55' è già 1-1; splendida la punizione dal vertice dell'area di rigore di Diego Forlan. Al 58' ci prova Gyan, ma il suo tiro è respinto (non benissimo) da Muslera; al 62' Suarez manca clamorosamente il vantaggio a porta sguarnita, dopo essere stato imbeccato in maniera perfetta da Forlan. Al 70' ci prova ancora il giocatore dell'Ajax ma Kingson non è mai distratto.

Arrivano i supplementari, dove il Ghana conquista un predominio sterile del gioco fino al minuto 120', quando accade l'incredibile: Annan mette in mezzo una punizione sulla quale Muslera esce malissimo, Appiah calcia a botta sicura ma trova il ginocchio di Suarez che salva sulla linea, ci prova quindi Adyihah di testa ma il milanista trova ancora Suarez, stavolta però di mano: è rigore ed espulsione. Sarebbe tutto da annullare per un doppio fuorigioco ghanese, ma l'arbitro Benquerenca ravvede solo il successivo mano dell'attaccante dell'Ajax e quindi fischia l'ovvio calcio di rigore. A incaricarsi della battuta è Gyan, autore già di due gol su rigore in questo mondiale; stavolta l'esito è però differente e l'Uruguay si salva clamorosamente.

La lotteria dei rigori comincia senza errori: vanno a segno Forlan e Victorino da una parte e Gyan (non poteva farlo prima verrebbe da dire) e Appiah dall'altra. E' poi il turno di Scotti, che mette dentro con qualche patema. Mensah, il capitano del Ghana, invece si fa ipnotizzare dal portiere uruguagio. Maxi Pereira rida speranza agli africani sparando fuori dal Soccer Stadium di Johannesburg, Adiyhah pone fine ai sogni di gloria giallorossi facendosi parare il suo tiro da Muslera. Tocca al 'Loco' Abreu, se segna l'Uruguay è in semifinale: e Washington non tradisce, mettendo in rete con un cucchiaio di classe.

Martedì 6 Luglio h 20 30
Uruguay-Olanda

URUGUAY-GHANA 5-3 dopo calci di rigore (primo tempo 0-1)

MARCATORI: 47'pt Muntari; 10'st Forlan

URUGUAY (4-3-3): Muslera 7,5; M. Pereira 6,5, Lugano 6(38'pt Scotti 6), Victorino 6,5, Fucile 6,5; Perez 5,5, Arevalo Rios 6,5; A.Fernandez 6(1'st Lodeiro 6), Forlan 7,5, Cavani 6(31'st Abreu 6); Suarez 7,5. (A disp.: Castillo, Silva, Godin, Gargano, Eguren, A.Pereira, I.Gonzalez, S.Fernandez, Caceres). All.: Tabarez 6,5

GHANA (4-2-3-1): Kingson 7; Pantsil 6,5, Mensah 6,5, Vorsah 6,Sarpei 5,5; K.Asamoah 6, Annan 5,5; Inkoom 5(29'st Appiah 5,5), K.Boateng 6,5, Muntari 6,5(43'st Adiyiah 5,5); Gyan 6,5. (A disp.: Agyei, Ahorlu, D.Boateng, Tagoe, Amoah, I.Ayew, Addy, Owusu Abeyie). All.: Rajevac 6,5

ARBITRO: Benquerenca 5,5

NOTE: serata fredda, terreno in discrete condizioni, spettatori 84.017. Angoli: 12-8 per l'Uruguay. Espulso al 15'sts Suarez per fallo di mano a porta vuota. Al 15'sts Gyan ha calciato un rigore sulla traversa. Ammoniti: Fucile, Arevalo Rios, Pantsil, Perez, Sarpei, Mensah. Recupero: 2'; 3'; 1'; 1'. Sequenza rigori: Forlan (gol), Gyan (gol), Victorino (gol), Appiah (gol), Scotti (gol), Mensah (parato), Pereira (fuori), Adiyiah (parato), Abreu (gol)

giovedì 1 luglio 2010

Tutto facile per Randers, Rabotnicki e Zestafoni, deludono Dundalk, Skonto Riga e Kalmar


Sono poche le goleade nel primo turno preliminare di Europa League, dove il risultato più ampio è il 6-1 dei danesi del Randers sul Dudelange.

8 pari, 6 vittorie esterne e 12 vittorie interne. E' questo il bilancio del primo turno preliminare di EL, ove la metà dei doppi confronti appare già decisa. Randers, Zestafoni, Rabotnicki, Mypa, Zhodino, Karabakh, Mogren, Anorthosis, Kr, Siroki Brieg e Gefle non dovrebbero avere problemi nel passare il turno mentre rischiano nomi grossi come il Tobol Kostanay, lo Skonto Riga, il Bnei Yehuda e la Dinamo Tblisi.

Di seguito tutto ciò che è accaduto nell'intensa giornata odierna:

Dinamo Tblisi-Flora Tallin 2-1 9' Dupikov (F), 22' Kakhelishvili, 64' rig. Khakmaladze
Karabakh-Mettalurg Skopje 4-1 26' Sadagov, 45' Ismalyov, 84' Imamailiev, 92' Adamia, 94' Simonovski (M)
Anorthosis-Banants 3-0 24' Katsavakis, 31' Okkas, 64' Cafu
Narva Trans-Mypa 0-2 47' Votinov, 53' aut. Gorshkov
Llanelli-Taurus 2-2 11, 22 Kizys (T), 19' Tomas, 47' Jones
Sibenik-Sliema 0-0
Portadown-Skonto Riga 1-1 38' Lecky, 93' Laizans (S)
Zestafoni-Faetano 5-0 20' rig, 23' Gelashvili, 22', 64' Dvali, 90' Giorgiashvili
Nitra-Gyor 2-2 14' Toth (N), 39', 58' Kink, 80' Sloboda (N)
Randers-Dudelange 6-1 16' Sane, 17', 90' Movsysan, 33' Olsen, 47' rig. Pedersen, 49 rig. Benzouien (D), 88' Brock-Madsen
Grevenmacher-Dundalk 3-3 26' Kudozovic (D), 51' Hatswell (D), 63' Heinz, 73' Gabriel Pereira, 74' Jorge Almeida, 78' aut. Benichou (D)
Olimpia Ljubiana-Siroki Brieg 0-2 46' pt Wagner, 68' aut Cvjanovic
Ulisses-Bnei Yehuda 0-0
Rabotnicki-Lusitanos 5-0 24' Ze Carlos, 35' Wandeir, 55', 57' Silva, 60' Muarem
Kr-Glentoran 3-0 12' Gunnarson, 32' Finnbogason, 62' Takefusa
Kalmar-Streymur 1-0 80' Santos
Zhodino-Filkyr 3-0 52' Krivobok, 59' Ogar, 66' Koncevoy
Tirana-ZTE 0-0
NSI-Gefle 0-2 34', 60' Gerndt
UE Santa Coloma-Mogren 0-3 14' Grbic, 84' Culafich, 92' Cetkovic
Zeta-Dacia Chisinau 1-1 39' Orbu (D), 77' rig. Pelicic
Olimpia Balti-Lankaran 0-0
TPS-Port Talbot 3-1 24', 35' Riski, 30' Wusu, 70' Rose (P)
Tobol-Zrinski 1-2 16' Zhumaskalyev (T), 52', 82' Dragicevic
Laci-Dnepr Mogilev 1-1 46' pt Marashi (L), 92' Turlin
Shaktyor Karagandy-Ruch 1-2 7' Dzidic (S), 46' pt Janoszka, 48' rig. Grzyb

martedì 29 giugno 2010

Cancellata la prima gara della Champions League 2010-11


Chi ben comincia è a metà dell'opera. Allora forse la nuova edizione della Champions League non è partita nel migliore dei modi.

'The match is postponed due to playing surface is not conducive for the health and safety of the players'. Con questa fredda nota pubblicata sul proprio sito l'UEFA comunica la mancata disputa dell'incontro Santa Coloma-Birkirkara e la ragione di tale decisione. Decisivo il secondo sopralluogo degli ispettori federali che, allertati dalla quaterna irlandese, si erano diretti sul campo a verificare le reali condizioni del manto erboso dello stadio Comunale: responso negativo, il terreno non garantisce la sicurezza per la salute dei giocatori. Purtroppo il suddetto impianto è l'unico in tutta Andorra ad essere adeguato per ospitare match di questo tipo; la cosa curiosa è che tra due giorni in questo stesso stadio si dovrà giocare UE Santa Coloma-Fk Mogren, valevole per il primo turno preliminare di Europa League.

L'UEFA si è riservata il diritto di pronunziare la decisione di quali conseguenze subirà l'incontro entro 48 ore ma pare ovvio lo 0-3 a tavolino, punteggio che aprirebbe un' autostrada verso il primo turno preliminare per i maltesi. Il vincitore di questo doppio confronto affronterà gli ostici slovacchi dello Zilina mentre l'altro playoff, tra Tre Fiori e Rudar, darà la possibilità di giocare contro i bulgari del Litex Lovech.

Il ritorno è previsto per Martedì 6 Luglio alle 17 a Birkirkara.

lunedì 28 giugno 2010

Robben-Snejder, l'Olanda archivia facilmente la pratica Slovacchia


Tenendo fede a quanto messo in mostra nel girone eliminatorio gli Orange vincono la quarta partita del loro mondiale senza impressionare più di tanto.

Meglio di 4 anni fa. E pure di 8. L'Olanda torna ai quarti di finale di un mondiale dopo Francia 98 e lo fa con l'ambizione di chi sa di poter arrivare fino in fondo: sono lontani i tempi della spettacolare ma poco concreta banda orange, che entusiasmava tutti nelle battute iniziale per poi andare a sgretolarsi in corso d'opera. Il poco sponsorizzato ma esperto commissario tecnico Bert Van Marwijk ha saputo dare un impronta positiva alla squadra, puntellando alla perfezione quel reparto che era sempre stato il punto debole della nazionale in questione; la scarsità di gol subiti negli ultimi due anni è lampante e anche le due reti patite nel mondiale sono solo trasformazioni dal dischetto.

La Slovacchia, invece, non ha nulla da rimproverarsi, essendo riuscita a raggiungere un traguardo importante al debutto, togliendosi pure la soddisfazione di umiliare i campioni del mondo in carica.

Il film della partita-La sfida si apre con diversi tiri, fuori dallo specchio, ad opera di entrambe le compagini. Il primo che finisce in porta termina pure in rete: è il 18', e Robben conclude al meglio un ottima azione di contropiede, finalizzando col sinistro dopo aver ricevuto da Snejder.
La suddetta è l'unica vera occasione meritevole di nomina, in uno spento primo tempo. Al 49' ci prova ancora Robben, ma il suo destro a incrociare è parato splendidamente da Mucha; il portiere del Legia Varsavia si ripete dopo poco deviando di faccia un tiro a botta sicura di Van Bommel, imbeccato straordinariamente dal solito Robben. La Slovacchia prova a gettarsi in avanti alla ricerca disperata del pareggio ma al 62' Kucka trova un attento Stekelenburg; l'estremo difensore olandese compie un miracolo cinque minuti più tardi, quando Vittek calcia a botta sicura solo davanti al portiere. All'84 Kuyt si libera bene, elude l'intervento di Mucha e con freddezza appoggia dietro per Snejder, che col piattone raddoppia. Nel recupero tempo anche per il gol della bandiera della Slovacchia: Jakubko viene atterrato da Stekelenburg in area di rigore; Vittek si incarica della trasformazione e non fallisce.

Ora l'Olanda affronterà nei quarti di finale la vincente di Cile-Brasile.

OLANDA-SLOVACCHIA 2-1
(Primo tempo 1-0)

MARCATORI: Robben (O) al 18' p.t.; Sneijder (O) al 39', Vittek (S) su rrigore al 49' s.t.

OLANDA (4-5-1): Stekelenburg 6; Van der Wiel 5,5, Heitinga 6, Mathijsen 5,5, Van Bronckhorst 5,5; Kuyt 6,5, Van Bommel 6,5, Sneijder 6,5(dal 45' st Afellay s.v.), De Jong 6,5, Robben 7(dal 25' st Elia s.v.); Van Persie 6 (dal 34' st Huntelaar s.v.). In panchina: Vorm, Boulahrouz, Ooijer, De Zeuuw, Braafheid, Schaars, Babel, Boschker, Van der Vaart. Allenatore: Van Marwijk 6,5

SLOVACCHIA (4-5-1): Mucha 6,5; Pekarik 5,5, Skrtel 6, Durica 5, Zabavnik 5,5(dal 41' st Jakubko 6); Weiss 6, Stoch 5,5, Hamsik 5(dal 41' st Sapara s.v.), Kucka 5,5, Jendrisek 6(dal 26' st Kopunek s.v.); Vittek 6. In panchina: Pernis, Cech, Kozak, Sestak, Sapara, Holosko, Salata, Petras, Kuciak Allenatore: Weiss. 5,5

ARBITRO: Undiano (Spagna) 6,5

NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori: 69.957. Angoli: 5-2 per l'Olanda. Ammoniti: Robben, Kucka, Kopunek, Skrtl, Stekelenburg per gioco scorretto. Recuperi 0'; 3'

domenica 27 giugno 2010

Germania di un altro pianeta, Inghilterra umiliata


Clamorosa goleada della Germania, che a Bloemfontein batte 4-1 l'Inghilterra di Fabio Capello.

Una debacle totale. Una caduta rovinosissima dopo l'illusorio match contro la Slovenia, che pareva avesse eliminato tutti i problemi di una nazionale arrivata in Africa con molte ambizioni ma anche con molti problemi, rivelatisi poi in campo. Nemmeno l'evidente quanto grave errore dell'arbitro Larrionda sul finire del primo tempo, ovvero la mancata concessione del gol di Lampard che sarebbe valso il 2-2, può giustificare tale risultato. Una squadra che prende gol da rilancio dal portiere e da una punizione in attacco a suo favore non merita di fare strada in una Coppa del Mondo.

Non sono solo le madornali disattenzioni difensive o la sterilità offensiva (3 gol in 4 gare, a secco contro la difesa non invalicabile dell'Algeria) le cause di questo tracollo, che si deve imputare anche a scelte a dir poco incomprensibili da pare di Fabio Capello: perchè relegare Carrick in panchina e dare a Barry le redini del centrocampo? Perchè non puntare mai su Joe Cole? Perchè convocare Heskey e non Walcott? Perchè dare le chiavi della difesa in mano a King, le cui condizioni fisiche erano un'incognita per tutti? Perchè James in porta?
A questi quesiti le risposte le ha solo il tecnico friulano, artefice di tali (più o meno opinabili) scelte.

Tanti meriti però li ha anche la Germania, autrice di una prestazione superlativa che la porta per l'ennesima volta tra le prime otto del mondo, e il suo allenatore, Joachim Loew, autore di uno splendido lavoro negli ultimi 4 anni e anteriormente come secondo di Klinsmann. Il lavoro esemplare eseguito sui giovani e sui vivai ha fatto sì che la nazionale si presentasse con una età media di 24 e una competitività addirittura superiore: gli unici over 30 della rappresentativa sono l'immortale Miroslav Klose, il laterale Arne Friedrich e il terzo portiere Hans Jorg Butt, che probabilmente non sarebbe mai stato convocato senza l'infortunio occorso al giovane estremo difensore del Bayer Renè Adler.

Il film della partita-L'Inghilterra si presenta con il rosso che portò bene a Port Elizabeth con la Slovenia, con la convinzione di poter fare una grande partita; i primi minuti sono infatti di stampo britannico ma di vere conclusioni verso la porta difesa da Neuer non ce ne sono. E, inaspettatamente, arriva il gol tedesco: i giocatori inglesi sono posizionati come dei pali della luce in una viale e direttamente da rinvio dal fondo l'estremo difensore dello Schalker serve Klose che, dopo essere sfuggito alla marcatura di Upson, infila con la punta del destro un titubante James. La squadra di Capello accusa il colpo e rischia il 2-0, che però arriva dopo poco: stavolta è il sinistro di Podolski a non lasciare scampo al portiere del Portsmouth. L'Inghilterrà non ci sta a fare la vittima sacrificale e con l'orgoglio si getta in avanti alla ricerca del gol della speranza, che arriva al minuto 37' con l'incornata di Upson che anticipa un non trascendentale Neuer in uscita. Nemmeno un minuto dopo Lampard avrebbe l'opportunità di agguantare il pari: il suo lob accarezza la parte inferiore della traversa e varca la linea, per poi finire tra le mani del portiere tedesco; errore ingiustificabile e clamoroso, soprattutto per un arbitro come Larrionda, all'ottavo gettone mondiale. Nella ripresa i 'Three Lions' ci credono ma, tranne l'incredibile traversa colpita da Lampard su punizione, producono solo attacchi sconclusionati e confusionari. Al 67' si chiude praticamente la disputa; Lampard spara una punizione sul muro della barriera, Barry invece di calciare decide di passare in una fitta rete di maglie bianche che gli soffiano il pallone e si involano in contropiede verso la porta avversaria, concludendo in rete con il bavarese Muller. Muller che si ripete dopo poco, in un azione simile di contrattacco. I restanti venti di gioco sono solo un'agonia per i supporters della regina e dopo due di recupero Podolski e compagni possono festeggiare l'approdo ai quarti, dove affronteranno la vincente di Argentina-Messico

GERMANIA-INGHILTERRA 4-1
(Primo tempo 2-1)

MARCATORI: Klose (G) al 20, Podolski (G) al 32', Upson (I) al 37' p.t.; Mueller (G) al 22' e al 25' s.t.

GERMANIA (4-2-3-1): Neuer 6; Lahm 6,5, Mertesacker 6,5, Friedrich 6, Boaeting 6; Schweinsteiger 6(dal 38' s.t. Kiessling s.v.), Khedira 6,5; Mueller 7 (dal 27' s.t. Trochowski 6), Oezil 7, Podolski 7; Klose 7,5(dal 27' s.t. Gomez 6). (Wiese, Butt, Jansen, Aogo, Tasci, Badstuber, Kroos, Marin, Cacau). All: Low. 7

INGHILTERRA (4-4-2): James 5,5; G.Johnson 5 (dal 42' s.t. Wright-Phillips s.v.), Terry 5, Upson 6, A.Cole 5,5; Milner 5, Lampard 6,5, Barry 5, Gerrard 5,5; Defoe 5,5 (dal 26' s.t. Heskey 5,5), Rooney 5,5. (Green, Hart, Dawson, Lennon, J.Cole, Warnock, Carragher, King, Carrick, Crouch). All: Capello. 5

ARBITRO: Larronda (Uruguay) 4

NOTE - Spettatori 40.510. Ammoniti Johnson e Friedrich per gioco scorretto. Angoli 4-6. Recuperi p.t. 1'; s.t 2'.

sabato 26 giugno 2010

Suarez fa il fenomeno, la Corea del Sud deve arrendersi


Un gol nel finale di Luis Suarez permette all'Uruguay di Oscar Tabarez di raggiungere i quarti di finale, eliminando dai giochi la Corea del Sud.

L'Uruguay regola 2-1 la Corea del Sud e ritorna ai quarti di finale di un Mondiale dopo 40 anni, quando raggiunse le semifinali.

Condizionato dal pessimo manto erboso dello stadio "Mandela Bay" di Port Elizabeth, tramutatosi in una piscina nella ripresa a causa del forte temporale che ha colpito la cittadina, l'incontro si sblocca solo per un errore della retroguardia coreana: l'intervento mancato di Sung Ryong-Jung permette al liberissimo Suarez di mettere il pallone in rete e portare in vantaggio la sua squadra già al 7'.

La Corea prova a reagire ma non pare brillante come nel girone e, non aiutata dal fondo erboso, si rende pericolosa solo con tiri da fuori, soprattutto con Cha Du Ri che mette più volte apprensione a Muslera.

Nella ripresa la Corea del Sud entra con un piglio totalmente diverso e l'Uruguay deve chiudersi tutto nella propria area di rigore fino a che gli asiatici trovano il pareggio: è il minuto 68 e Lee Chung Yong è bravo a risolvere un azione confusa nell'area di rigore avversaria bissando il gol, anch'esso peraltro inutile, segnato all'Argentina.

Dopo il pari la 'Celeste' perde quella paura che l'aveva schiacciata nelle prime battute del secondo tempo e assedia la porta di Ryong-Jung, trovando però attento il portiere del Seognam. Al 81' i biancorossi devono capitolare definitivamente: è una perla di rara bellezza il destro a giro del solito Suarez, che va a sbattere contro il palo per poi insaccarsi in rete.

Gli uruguagi ora attendono il loro avversario dalla sfida di questa sera, Ghana-Usa.

URUGUAY-COREA DEL SUD 2-1

MARCATORI: Suarez (U) al 7' p.t; Chung-Yong (S) al 23', Suarez (U) al 35' s.t.

URUGUAY (4-3-1-2): Muslera 6; Maxi Pereira 5,5, Lugano 7, Godin 6(1'st Victorino 5,5), Fucile 6,5; Diego Perez 6,5, Arevalo 6, Alvaro Pereira 6 (24' st Lodeiro 6); Forlan 5,5; Suarez 7,5 (40' st A.Fernandez s.v.), Cavani 5. (Castillo, Silva, Gargano, Eguren, Abreu, I.Gonzalez, Scotti, S.Fernandez, Caceres). All. Tabarez. 6,5

COREA DEL SUD (4-4-1-1): Sungryong 5; Cha Du-Ri 6,5, Yong-hyung 6, Jung- Soo 6, Young-Pyo 5,5; Jae-Sung 6 (16' st Dong-Gook 5,5), Jung-Woo 6, Sung-Yeung 6 (40' st Ki-Hun s.v.), Chung-Yong 6,5; Park Ji-Sung 5,5; Chu-Young 6,5. (Woon-Jae, Young-Kwang, Beom-Seok, Hyung-il, Nam-Il, Bok-Young, Jungh-Wan, Seung-Yeoul, Dong-Jin, Min-Soo). All. Huh.5,5

ARBITRI: Stark (Germania) 5,5

NOTE: spettatori 40.000 circa. Angoli: 3-3. Ammoniti: Jung-Woo, Yongh-Yung. Recupero: 1'; 3'.

giovedì 24 giugno 2010

Giappone-super, Danimarca al tappeto


Una prestazione monumentale degli uomini di Okada regala al paese del 'Sol Levante' gli ottavi di finale, contro il Paraguay di Gerardo Martino.

Honda, Endo, Okazaki. E' questo il tris d'assi calato a Rustenburg dal Giappone per eliminare una spenta Danimarca, lontana parente di quella solida e concreta ammirata Sabato contro il Camerun.

Al Giappone basta un pari, gli europei sono costretti a vincere mentre la partita di Città del Capo tra Olanda e Camerun conta davvero poco per le sorti del girone. Okada butta nella mischia i soliti undici, nelle fila della Danimarca c'è Kahlenberg e non Gronkjaer.

Al 17' la partita è già ipotecata dal Giappone: punizione magistrale di Keisuke Honda e Sorensen battuto. Al 30' gli asiatici chiudono l'incontro con un altra punizione, ancor più perfetta, che porta la firma di Endo. La reazione danese è fievole e i biancorossi rischiano di subire la terza marcatura, quando è il palo a salvare Sorensen dalla paperaccia. All' 81' l'inadeguato arbitro sudafricano Damon concede un rigore inesistente alla Danimarca: Tomasson se lo fa parare da Kawashima ma l'ex calciatore del Milan riesce a mettere dentro il tap in vincente, 1-2. Nel finale però arriva il terzo gol del Giappone, inventato da una doppia magia di Honda e concluso da Okazaki che mette dentro a porta sguarnita.

L'Olanda regola anche il Camerun, gol di Van Persie e Huntelaar inframezzati dal rigore di Eto'o, e conclude il girone a punteggio pieno.

Di seguito il programma per le due qualificate del gruppo E:

Lunedì h 16
Olanda-Slovacchia

Lunedì h 20 30
Paraguay-Giappone

CAMERUN-OLANDA 1-2
(primo tempo 0-1)

MARCATORI: Van Persie (O) al 36' pt; Eto'o (C) su rigore al 20', Huntelaar (O) al 38' st.

CAMERUN (4-4-2): Souleymanou 6,5; Geremi 6, Mbia 5, Nkoulou 5,5 (28'st R.Song 5), Assou-Ekotto 6; Makoun 6, Chedjou 5,5, Nguemo 5, Bong 5(12'st Aboubakar 5,5); Eto'o 6, Choupo-Moting 6(27'st Idrissou 6). (Kameni, Ndy Assembe, Bassong, A.Song, Emana, Webo, Matip, Eyong, Mandjeck). All.: Le Guen.5,5

OLANDA (4-2-3-1): Stekelenburg 6,5; Boulahrouz 6, Heitinga 6, Mathijsen 6, Van Bronckhorst 6,5; Van Bommel 6, De Jong 6,5; Kuyt 6(21'st Elia 6,5 ), Sneijder 6,5, Van der Vaart 6 (28'st Robben 6,5); Van Persie 6,5 (14'st Huntelaar 6). (Vorm, Boschker, Van der Wiel, Ooijer, De Zeeuw, Braafheid, Schaars, Babel, Afellay). All.: Van Marwijk. 6

ARBITRO: Pozo (Cile). 6

NOTE: cielo sereno, terreno in buone condizioni. Spettatori 60 mila circa. Ammoniti Kuyt, Nkoulou, Van der Vaart, Van Bronckhorst, Mbia. Angoli 6-1 per il Camerun. Recupero: 1', 2'.

DANIMARCA-GIAPPONE 3-1 (primo tempo 0-2)

MARCATORI: Honda (G) al 17’, Endo (G) al 30’ p.t.; Tomasson (D) al 36’, Ozazaki (G) al 42’ s.t.

DANIMARCA (4-2-3-1): Sorensen 5; Jacobsen 5,5, Agger 6, Kroldrup 5 (dall’11’ s.t. Larsen 5,5), S. Poulsen 6; C. Poulsen 5,5, Jorgensen 5(dal 34’ p.t. J. Poulsen 5); Rommedahl 5,5, Tomasson 6, Kahlenberg 5,5 (dal 18’ s.t. Eriksen 5); Bendtner 5,5. (Andersen, Christensen, Kvist, Mtiliga, Jensen, Gronkjaer, Enevoldsen, Beckmann). All.: Olsen . 5

GIAPPONE (4-3-3): Kawashima 6,5; Komano 6, Nakazawa 6,5, Tanaka 6,5, Nagatomo 6,5; Matsui 6,5 (dal 29’ s.t. Ozazaki 6), Abe 6, Endo 7; Hasebe 7, Honda 8,5, Yo. Okubo 7(dal 43’ s. t. Konno). (Narazaki, Eiji, Kawaguchi, Yuji, Yuichi, Iwamasa, Yuto, Uchida, S. Nakamura, K. Nakamura, Inamoto, Tamada). All.: Okada. 7

ARBITRO: Damon (Sudafrica).

NOTE: spettatori 27.967. Ammoniti Kroldrup, Bendtner, C. Poulsen per gioco scorretto; Endo, Nagatomo per comportamento non regolamentare . Angoli 6-4. Tiri in porta 5 (1 traversa)-8 (1 palo). Tiri fuori 5-4. In fuorigioco 0-3. Recuperi: 2’ p.t. 4’, s.t..

mercoledì 23 giugno 2010

Finale thriller, la Slovenia è incredibilmente fuori


Sovvertite completamente le gerarchie che si presentavano prima dell'ultimo turno, nel gruppo C si qualificano Usa e Inghilterra.

La beffa più grande. Il calcio sloveno, che stava per gioire della cavalcata verso gli ottavi della propria nazionale, deve dire addio ai sogni di gloria nella maniera più beffarda e malvagia possibile; gli Usa, invece, devono ringraziare il più forte calciatore americano di sempre, Landon Donovan, che regala a tempo ormai scaduto una qualificazione insperata: gli statunitensi passano a braccetto con l'Inghilterra, che a Port Elizabeth regola proprio la Slovenia con una rete del redivivo Defoe alla metà del primo tempo.

A Port Elizabeth, nella parte più meridionale del continente africano, Capello opta per dei cambi, vedi Upson, Milner e Defoe dal 1', mentre la guida tecnica slovena Matjaz Kek decide di confermare gli undici che si sono fatti recuperare due gol dagli Usa a Johannesburg pochi giorni prima. Qualche centinaio di chilometro più a nord, a Pretoria, gli Stati Uniti devono vincere contro l'Algeria, e Bradley schiera una formazione offensiva per cercare di raggiungere tale obiettivo; Saadane riconferma Mboulhi tra i pali.

Al 23' l'Inghilterra è già avanti: da attaccante di razza il tocco di prima intenzione di Jermain Defoe; la Slovenia soffre e rischia di capitolare, ma Handanovic si riscatta più volte dopo l'intervento non impeccabile in occasione del gol. L'Algeria ci crede e crea qualche pericolo ad Howard, ma lascia anche tanti spazi e Donovan e compagni si mangiano l'incredibile. Nella ripresa gli adriatici ci credono e potrebbero punire con Dedic, che si fa murare; a Port Elizabeth l'arbitro Stark sancisce la fine del match. Passano Inghilterra e Slovenia, in rigoroso ordine di classifica. Ma a Pretoria non è finita e nel recupero Donovan mette dentro una respinta corta facendo impazzire il popolo oltreoceano, eliminando la Slovenia e relegando Capello & co. al secondo posto ed a un ostico ottavo di finale con la Germania.

Ottavi di Finale

Sabato alle 20 30
Ghana-USA

Domenica alle 16
Germania-Inghilterra

SLOVENIA-INGHILTERRA 0-1
(Primo tempo 0-1)

MARCATORE: Defoe al 23' p.t.

SLOVENIA (4-4-2): S. Handanovic 6; Brecko 5,5, Suler 5, Cesar 5, Jokic 5,5; Koren 4,5, Birsa 4,5, Kirm 5(dal 33' st Matavz 5), Radosavljevic 5; Ljubijankic 5,5(dal 17' st Dedic 5), Novakovic 5(J. Handanovic, Dzinic, Ilic, Krhin, Seliga, Filekovic, Komac, Stevanovic, Mavric). All: Matjaz Kek 5,5

INGHILTERRA (4-1-3-2): James 6; Johnson 6,5, Upson 6,5, Terry 6, A. Cole 6,5; Barry 6, Gerrard 6,5, Lampard 6, Milner 6,5; Rooney 6(dal 27' st J.Cole 6), Defoe 6,5 (dal 40' st Heskey s.v.) (Green, Hart, Dawson, Lennon, Crouch, Warnock, Wright-Phillips, Carrick). All. Fabio Capello 6,5

ARBITRO: Wolfgang Stark (Germania). 6,5

NOTE - Spettatori 36.893. Ammoniti: Jokic, Birsa e Dedic per gioco scorretto, Johnson per simulazione. Angoli: 12 a 2 per l'Inghilterra. Recuperi 0 e 3'.

STATI UNITI-ALGERIA 1-0
(primo tempo 0-0)

MARCATORE: Donovan al 46' s.t.

STATI UNITI (4-4-2): Howard 6; Bornstein 6 (dal 35' s.t. Beasley 6), Demerit 6, Bocanegra 6,5, Cherundolo 6; Dempsey 6,5, Bradley 6, Edu 6,5(dal 19' s.t. Buddle 6), Donovan 8; Altidore 6,5, Gomez 5,5 (dal 1' s.t. Feilhaber 6). (Spector, Onyewu, Holden, Clark, Torres, Guzan, Goodson, Hannemann). All. Bradley. 6,5

ALGERIA (3-4-2-1): M'Bolhi 8; Bougherra 7, Halliche 6,5, Yahia 6; Kadir 5,5, Yebda 5, Lacen 5, Belhadj 5,5; Ziani 5,5 (dal 24' s.t. Guedioura 6); Matmour 6(dal 40' s.t. Saifi s.v.); Djebbour 5 (dal 21' s.t. Ghezzal 5). (Gaouaqui, Mansouri, Boudebouz, Bellaid, Laifaqui, Chaouchi, Medjani, Mesbah, Ardoun). All. Saadane. 5,5

ARBITRO: De Bleeckere (Belgio). 5,5

NOTE: Spettatori: 49.365. Angoli: 5-4 per l'Algeria. Espulso: 48' s.t. Yahia per doppia ammonizione. Ammoniti: Yebda, Altidore, Yahia, Lacen, beasley. Recupero: 1'; 4'.

martedì 22 giugno 2010

Cile-spettacolo, la Svizzera cade dopo 559 minuti di imbattibilità nella coppa del mondo


Un gol di Mark Gonzalez permette al Cile di ottenere la seconda vittoria consecutiva nel gruppo H, nuovamente per 1-0; per la Svizzera c'è la magra consolazione di aver battuto il record di imbattibilità in gare mondiali, detenuto anteriormente dall'Italia (1986-1990).

Non li ferma più nessuno i ragazzini terribili di Bielsa; dopo il successo di misura contro l'Honduras anche la Svizzera, giustiziera dei campioni d'Europa della Spagna nel primo turno, deve fare strada alla compagine sudamericana che ha forse espresso il miglior calcio del mondiali, mettendo in un mostra tanta velocità e freschezza affinata a talento puro.

La partita è segnata però dall'arbitro Al Ghamdi: scellerata l'espulsione di Behrami, che non commette di certo un fallo da 'rosso' su Beausejour. Il Cile trova maggiori spazi con gli elvetici in 10', ma il muro eretto da Hitzfeld resiste. Al 75' l'esperto e funambolico attaccante del CSKA Mosca Mark Gonzalez buca tale barriera con un colpo di testa che regala speranza a tutto il popolo cileno. La 'Roja' fallisce in seguito un altro numeroso quantitativo di occasioni da gol con Paredes e Sanchez, ma la più ghiotta è per la Svizzera: da fucilazione l'errore di Derdyok in pieno recupero.

CILE-SVIZZERA 1-0 (primo tempo 0-0)

MARCATORE: Gonzalez al 30' s.t.

CILE (3-3-1-3): Bravo s.v; Medel 6,5, Ponce 6,5, Jara 6; Isla 6,5, Carmona 6,5, Vidal 6,5(dal 1' s.t Valdivia 7); Fernandez 6 (20' s.t. Paredes 6); Sanchez 7, Suazo 6,5 (dal 1' s.t. Gonzalez 7), Beausejour 6,5. (Pinto, Marin, Contreras, Fuentes, Estrada, Fierro, Millar, Tello, Orellana). All.: Bielsa. 7

SVIZZERA (4-4-1-1): Benaglio 7; Lichtsteiner 7, Von Bergen 6,5, Grichting 6,5, Ziegler 5,5; Behrami 5, Huggel 5, Inler 5,5, Fernandes 5 (dal 32' s.t. Bunjaku s.v.); Frei 6 (dal 42' p.t. Barnetta 5,5); Nfuko 5 (dal 23' s.t. Derdiyok 5,5). (Woelfli, Leoni, Eggmann, Senderos, Magnin, Padalino, Schwelger, Shaquiri, Bunjaku, Yakin). All.: Hitzfeld. 6

ARBITRO: Al Ghamdi (Arabia Saudita) 4

NOTE: spettatori 40mila circa. Espulso Behrami al 31' p.t. per gioco scorretto. Ammoniti Suazo, Nfuko, Carmona, Ponce, Barnetta, Inler, Fernandez per gioco scorretto, Medel per comportamento non regolamentare e Valdivia per simulazione. Angoli: 5-3. Recupero: 2' p.t., 3' s.t..

venerdì 18 giugno 2010

Germania in giornata-no, la Serbia resuscita


Tutto da rifare per la Germania, che nonostante una grande prova deve cedere alla Serbia. A Port Elizabeth è 0-1.

Si rimescolano le carte nel gruppo sulla carta più 'competitivo' con tre squadre a quota tre, in attesa di Ghana-Australia.

Due novità nell'undici scelto da Antic: dentro dal 1' Kuzmanovic, protagonista in negativo dell'incontro col Ghana, e Subotic, che sostituisce lo squalificato Lukovic. Per la Germania tutti confermati dopo la goleada contro l'Australia.

A partire forte è la Germania, che fa la partita sin dalle prime battute: al 7' Podolski prova a calciare di prima intenzione al volo, ma la sfera finisce fuori. All'11' lo emula Ninkovic, sparando alle stelle. Al 32' la Serbia conquista una punizione da buona posizione; Kolarov s'incarica della battuta ma spedisce il pallone a lato. Al 37' cambia la partita: Klose, già ammonito, commette un fallo a centrocampo: il pessimo direttore di gara Undiano Mallenco lascia a casa il buonsenso e manda scriteriamente l'ex Kaiserslautern sotto la doccia. La Germania cade in confusione e dopo nemmeno un giro d'orologio si trova sotto: Krasic salta netto Badstuber e mette in mezzo dove trova Zigic che di testa serve Jovanovic, il quale firma il primo gol serbo in Sudafrica. La reazione tedesca non si fa aspettare: la traversa di Port Elizabeth trema ancora dopo la bomba sparata da Khedira al 46' pt. Al 57' Podolski, magistralmente imbeccato in profondità da Ozil, spara fuori sull'uscita di Stojkovic. Al 58' Ozil inventa ancora per l'ex Colonia che manda sull'esterno della rete. Al 60' occasione enorme per la Germania: Vidic emula Kuzmanovic col Ghana e concede un penalty ai bianconeri; Stojkovic però è freddissimo e devia il tiro di Podolski. Loew inserisce Marin, Cacau e Gomez e di conseguenza si scopre un po' in difesa; al 67' il contropiede balcanico porta Jovanovic solo davanti a Neuer, ma il suo destro coglie in pieno il palo. Al 73' l'ottimo Krasic serve un altro cross delizioso che Zigic incorna sulla traversa.

Germania e Serbia costrette a vincere nell'ultimo turno, soprattutto in caso di vittoria odierna del Ghana.

GERMANIA-SERBIA 0-1 (primo tempo 0-1)

MARCATORI: Jovanovic al 38' p.t.

GERMANIA(4-2-3-1): Neuer 6; Lahm 5,5, Mertesacker 6, Friedrich 5,5, Badstuber 5,5 (dal 32' s.t. Gomez 5); Khedira 6,5, Schweinsteiger 6; Müller 6,5(dal 25' s.t. Marin 5,5), Özil 6 (dal 25' s.t. Cacau 5), Podolski 5,5; Klose 5. (Wiese, Butt, Jansen, Aogo, Tasci, J. Boateng, Kroos, Kiessling, Trochowski) All.: Löw. 6

SERBIA (4-5-1): Stojkovic 7; Ivanovic 6, Vidic 6,5, Subotic6, Kolarov 6; Krasic 7, Kuzmanovic 6,5 (dal 30' s.t. Petrovic s.v.), Stankovic 5, Ninkovic 6,5 (dal 25' s.t. Kacar 6), Jovanovic 7 (dal 34' s.t. Lazovic s.v.); Zigic 6,5. (Isailovic, Djuricic, Rukavina, Milijas, Tosic, Obradovic, Pantelic, Mrdja). All.: Antic. 6,5

ARBITRO: Undiano Mallenco(Spagna). 4,5

NOTE: spettatori 38.294. Espulso Klose al 37' p.t. doppia ammonizione. Ammoniti Ivanovic, Kolarov, Subotic, Khedira, Lahm, Schweinsteiger per gioco scorretto, Vidic per c.n.r. Angoli 7-1. Tiri in porta 4 (1 traversa)-3 (1 palo, 1 traversa). Tiri fuori 9-7. In fuorigioco 3-3. Recuperi 1' p. t., 3' s.t.

Troppo Messico, la Francia è praticamente fuori


Una prestazione superlativa degli uomini di Aguirre manda al tappeto i vicecampioni del mondo, relegandoli al terzo posto nel girone A.

E' finita. Domenech ha fatto il suo tempo e i francesi l'hanno capito. Dopo la finale di Berlino nel 2006 sono arrivate solo delusioni e la causa principale è sicuramente l'allenatore di Lione, colpevole di non aver creato un gruppo con un idea di gioco e di aver lasciato a casa elementi importanti. Un centravanti, soprattutto, data la cronica difficoltà nell'andare a segno dei 'Bleus'. Ora resta solo la vittoria, con almeno due reti di scarto, col Sudafrica, sempre che Uruguay e Messico non pareggino.
Centroamericani eccelsi, invece, splendidi soprattutto dalla mediana in su, con gente giovane e talentuosa mescolata a giocatori d'esperienza e di classe accertata; gran parte del merito è da attribuire all'ex coach dell'Osasuna e dell'Atletico Madrid Javier Aguirre, autore di una vero e proprio capovaloro: il Messico con Eriksson, infatti, viaggiava in acque che dire pessime è un eufemismo.

Pronti via ed è il Messico a farsi pericoloso: splendido il diagonale di Giovani che sbatte sul palo. Al 13' ci prova da posizione defilata Vela, ma il suo destro è altissimo. Al 56' Ribery entra in area e calcia di prima intenzione, ma Perez è attento e devia in angolo. Al 64' arriva il meritatissimo vantaggio per 'El Tri', come viene soprannominata la nazionale tutta verde, con el Chicarito Javier Hernandez: il neoattaccante del Manchester United parte sul filo del fuorigioco, salta con freddezza Lloris in uscita e a porta vuota appoggia in rete. A Città del Messico scoppia la festa, ignari di cosa accadrà poco più tardi. Al 79', infatti, Barrera si invola verso l'area avversaria e viene atterrato da Abidal; rigore netto e giallo. Il Dio del calcio messicano Cuauhtemoc Blanco s'incarica della battuta e non tradisce i suoi beniamini; tutto il Messico e i messicani giunti sino a Polokwane sono in visibilio. Il Messico è ad un passo dal quinto ottavo di finale consecutivo, verdetto rimandato però a Martedì 22 Giugno.

FRANCIA-MESSICO 0-2
(Primo tempo 0-0)

MARCATORI: J. Hernandez (M) al 18' e Blanco (M) su rigore al 34' del s.t.

FRANCIA (4-2-3-1): Lloris 6; Sagna 5,5, Gallas 5, Abidal 5, Evra 6; Toulalan 5, Diaby 5; Govou 4,5(dal 22' s.t. Valbuena 4,5), Ribery 5,5; Anelka 4,5 (dal 1' s.t. Gignac 4,5) (Mandanda (portiere), Reveillere, Planus, Gourcuff, D. Cissé, Henry, Squillaci, A. Diarra, Clichy). C.T.: Domenech 4

MESSICO (4-3-3): Perez 6; Osorio 6,5, F. Rodriguez 7, Moreno 6,5, Salcido 7; Juarez 6(dal 10' s.t. J. Hernandez 7,5), Marquez 6,5, Torrado 6; Giovani 6,5, Franco 5,5 (dal 17' s.t. Blanco 7,5), Vela 6,5 (dal 31' p.t. Barrera 7,5) (Ochoa e Michel (portieri), Aguilar, Castro, Guardado, Magallon, Torres, Bautista, Medina ). C.T.: Aguirre 7,5

ARBITRO: Al Ghamdi (Arabia Saudita) 7

NOTE - Spettatori 35.000. Ammoniti Toulalan (F), Abidal (F), Franco (M), Juarez (M), Moreno (M) e Rodriguez (M) per gioco scorretto. Angoli: 5-1. Recuperi: p.t. 1', s.t. 3'

giovedì 17 giugno 2010

Blanco, storia di un campione fuori dal comune


Dopo essere divenuto il terzo marcatore più anziano di sempre in un Mondiale di calcio con il pregevole penalty trasformato ieri sera contro la Francia, non ho potuto esimermi dal redigere una scheda in segno di tributo al mitico Cuauhtemoc Blanco.

Tre partecipazioni ad un Mondiale. Sempre a segno, sia in Francia nel '98 che in Estremo Oriente nel '02 che in Sudafrica nel '10. Tre bronzi in Copa America. Una confederations Cup. Due Concacaf Gold Cup. 40 gol in 121 partita giocate col Messico. 158 in 437 incontri disputati coi club. Capocannoniere del campionato messicano nel 1998. Miglior giocatore messicano nello stesso anno. Capocannoniere nella Confederations Cup 1999. Pallone d'argento in tale competizione. Miglior giocatore messicano nel 2005 e nel 2007. Miglior gol dell'anno in MLS nel 2007. Miglior giocatore della MLS nel 2008.

Basta enunciare alcuni dei suoi molteplici trofei conquistati per renderci conto della caratura del calciatore del quale sto trattando.Cuauhtemoc Blanco è un attaccante messicano, idolatrato in patria, che ha giocato per lo più nel continenente americano, escludendo la fugace apparizione nella Liga Spagnola col Valladolid. Messosi in mostra nel suo anno di grazia, il 1998, al mondiale ospitato dalla Francia, è noto per le Cuauhtemina, il funambolico dribbling che impone di alzare la sfera con ambo i piedi. Giochetto peraltro vietato dal regolamento. Blanco non è comunque solo dribbling e spettacolo, ma anche tante tante reti; l'America ha vissuto sonni tranquillissimi con lui in attacco. Stesso discorso per la nazionale messicana, che con le sue reti ha raggiunto sempre gli ottavi di finale (è dal 94' che il Messico esce a tale turno).

La punta in questione è nota anche per l'esultanza, a mò di arciere, ispirata a quella di Kiko Narvaez, eclettico ex giocatore dell'Atletico Madrid.

Dopo aver segnato alla Croazia e al Belgio, rispettivamente nel 2002 e nel 1998, col gol di stasera alla Francia Blanco è il terzo marcatore più vecchio in una edizione dei Mondiali. Davanti a lui solo Milla, in rete a 42 anni, e Gren, a 37 e 8 mesi. E pensare che non doveva nemmeno esserci perchè sovrappeso..

Una timorosa Corea del Sud soccombe sotto i colpi dell'Argentina, a Johannesburg è 4-1


Due vittorie su due per Maradona, ormai praticamente qualificato agli ottavi di finale.

L'Argentina comincia a ingranare. Dopo la prova non del tutto convincente all'Ellis Park contro la Nigeria, la prestazione odierna al Soccer Stadium contro la Corea del Sud ha spiegato perchè gli addetti ai lavori ritenevano e ritengono tutt'ora l'albiceleste una delle principali favorite alla vittoria finale.

Maradona deve fare a meno del suo capitano Juan Veron per infortunio, e lo sostituisce con Maxi Rodriguez; nella Corea del Sud c'è una sola novità: sull'out di destra gioca l'ex Krylya Sovetov Oh Beom Seok.

L' Albiceleste parte bene ed al 17' è già in vantaggio: calcio piazzato battuto da Messi, deviazione fortunosa di Chu Young e il portiere Sung Riong è battuto. La Corea affida la propria reazione al destro insidioso di Sung Yong Ki, ma la sfera termina alta. Al 33' arriva il raddoppio, con il primo centro del pipita Higuain; facile per lui incornare l'assist servito da Burdisso, entrato al posto del claudicante Samuel. I Coreani sono in balia degli Argentini, che si rendono ancora pericolosi con Di Maria, completamente rinato dopo la pessima prova contro la Nigeria, ma il portiere avversario è splendido nel deviare in calcio d'angolo. Al 43' Messi s'inventa un pallonetto dei suoi, ma il pallone fa la barba al palo. La gara para incanalata su binari argentini quando nel recupero del primo tempo Demichelis decide di far tornare in partita i suoi avversari, offrendo a Lee il pallone del 2-1. Nel secondo tempo la Corea ci prova e al 63' Ki Hun spreca malamenta un ottima azione corale; al 73' l'esperto mediano del Tom Tomsk Kim Nam Il calcia da fuori ma spara a lato. Al 75' Romero deve compiere un uscita spericolata fuori dall'area per salvare Park Ji Sung lanciato a rete; al 77' arriva il terzo gol sudamericano: splendida azione personale di Messi, che si trova davanti prima il portiere e poi il palo, e a Higuain basta un tocco facile per mettere dentro la respinta del legno verticale. All'80' arriva il 'triplete del Pipita'; fantastica azione tutta in pallonetto di Messi e Aguero, cross in mezzo e incornata del solito Gonzalo Higuain.

Argentina eliminata solo in caso di sconfitta con la Grecia e conseguente vittoria della Corea del Sud, entrambi però con tre reti di scarto. La Corea del Sud passa se vince con la Nigeria e la Grecia non vince, se vince e la Grecia vince ma con minore o eguale scarto, se pareggia e la Grecia non batte l'Argentina.

ARGENTINA-COREA DEL SUD 4-1
(primo tempo 2-1)

MARCATORI: autorete di Chu Young Park (C) al 17', Higuain (A) al 32', Chung-Yong (C) al 46' pt; Higuain al 32' e 35' st.

ARGENTINA (4-3-3): Romero 6; Gutierrez 5,5, Demichelis 4,5, Samuel 6(23'pt Burdisso 6,5), Heinze 7; Maxi Rodriguez 6,5, Mascherano 6, Di Maria 7; Messi 7, Tevez 7,5 (25'st Aguero 6,5), Higuain 7 (36'st Bolatti s.v.). (Pozo, C.Rodriguez, Veron, Garce, Otamendi, Palermo, Milito, Andujar, Pastore). All.: Maradona. 6,5

COREA DEL SUD (4-5-1): Sung-ryong 5,5; Young-Pyo Lee 6, Jung-Soo Lee 6,5, Yong-Hyung Cho 5,5, Beom Seok 5; Ji-Sung Park 5,5, Jung-Woo Kim 5, Sung-Young Ki 6 (1'st Kim Nam 5,5), Chung-Yong Lee 5, Chu Young Park 5(36'st Dong Gook s.v.); Ki-Hun 5. (Lee Woon, Kim Young, Kim Hyung, Kim Dong, Kang Min, Kim Bo, Ahn). All.: Jung-Moo Huh. 5,5

ARBITRO: De Bleeckere 6(Belgio)

NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori 40mila circa. Ammoniti Ki-Hun, Chu Young Park, Gutierrez, Mascherano, Heinze. Angoli 6-2. Recuperi: 1'; 2'.

mercoledì 16 giugno 2010

Cile sprecone, con l'Honduras vittoria di misura


Una partita a senso unico si conclude con un passivo accettabile per i centramericani, dominati da un Cile frizzante ma poco cinico.

Un Cile spumeggiante torna alla vittoria in un Mondiale dopo 48 anni, relegando l'Honduras all'ultimo posto nel Gruppo H.

Una gara a senso unico, tenuta in gioco solo dalla scarsa precisione sottoporta degli uomini guidati da Bielsa; Honduras destinato a fare da comparsa in questa competizione.

Scelte opinabili quelle operate da Bielsa durante la composizione dell'undici titolare: out il talentuoso Mark Gonzalez e il metronomo Gonzalo Jara, dentro l'estroso Valdivia e il reggino Carmona; per l'Honduras invece out Suazo (infortunato) dentro Pavon, ex Udinese.

Al 2' Valdivia ci prova con un calcio piazzato dai trenta metri che soprende il portiere honduregno ma finisce fuori; al 34' il Cile passa in vantaggio: cross dalla destra di Isla, è Beausejour a insaccare il gol dell'1-0. Nella ripresa è un monologo cileno: Sanchez pare indemoniato ed è una spina nel fianco per la difesa honduregna che viene graziata dall'attaccante udinese in più occasioni; al 70' Ponce da dentro l'area piccola riesce a fallire, calciando debolmente di testa. Nel finale ci prova pure il neo entrato Mark Gonzalez, ma i suoi tiri finiscono fuori.

HONDURAS-CILE 0-1 (0-1)

MARCATORE: 34' pt Beausejour (C).

HONDURAS (4-2-3-1): Valladares 6; Chavez 5, Figueroa 5, Nunez 4,5 (34' st Martinez 4,5), Izaguirre 6; W. Palacios 5, Guevara 5 (20' st Thomas 5,5); Mendoza 6, Espinoza 5,5, Alvarez 5; Pavon 5,5(14' st Welcome 4,5). (Canales, J.Palacios, Bernardez, D. Suazo, Garcia, Sabillon, Turcios, Escober). All.: Mendoza 5 (Rueda squalificato).

CILE (3-3-1-3): Bravo 6,5; Isla 6,5, Medel 6, Ponce 5,5; Vidal 6,5 (36' st Contreras s.v.), Carmona 5,5, Millar 6 (8' st Jara 6); Fernandez 6; Valdivia 7 (42 st' M. Gonzalez 6,5), Beausejour 7,5, Sanchez 7,5. (Pinto, Fuentes, H. Suazo, Estrada, Orellana, Fierro, Tello, Paredes). All.: Bielsa. 7

ARBITRO: Maillet (Sey). 5,5

NOTE: angoli: 4 a 6 per il Cile. Recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Carmona, Fernandez e Palacios per gioco scorretto

martedì 15 giugno 2010

Impresa Nuova Zelanda, un gol nel recupero regala il primo punto di sempre


Primo storico punto per la Nuova Zelanda in un campionato del mondo, ma anche per la più quotata Slovacchia, al debutto Mondiale.

L'ennesima partita noiosa del Mondiale termina col punteggio forse più clamoroso che ci si potesse aspettare: a Rustenburg, luogo della ormai celebre papera di Green, gli 'All White' giocano una partita gagliarda e riescono a portare a casa un meritato pareggio, freddando le velleità degli slovacchi.

Weiss punta su una formazione abbastanza offensiva, tenendo però in panchina il giocatore del Besiktas Holosko; per la Nuova Zelanda solito 4-3-3, col tridente offensivo composto da Killen, Fallon e Smeltz.

Il primo colpo di testa pericoloso è di Fallon, che non mette però paura a Mucha; al 30' Paston liscia il rinvio e serve involontariamente Vittek, che grazia il portiere neozelandese. Qualche minuto ci prova ancora il centravanti slovacco, ma il suo destro finisce di poco a lato. Al 50' arriva il vantaggio europeo: cross dalla destra di Sestak, incornata vincente del solito Vittek. Il tutto è viziato però da una netta posizione di fuorigioco. La partita sembra incanalarsi su binari favorevoli per gli slovacchi, che però non la chiudono in maniera definitiva e capitolano all'ultimo minuto di recupero: Smeltz recupera un pallone che sembra perso, lo butta in mezzo e trova la testa di Winston Reid, difensore del Midytjlland, che fredda Mucha.

Rimane invariata la situazione del gruppo F, con tutte le compagini a un punto, un gol fatto e uno subito.

NUOVA ZELANDA-SLOVACCHIA 1-1
(primo tempo 0-0)

MARCATORI: Vittek (S) al 5', Reid (NZ) al 48' s.t.

NUOVA ZELANDA (4-5-1): Paston 5; Reid 7, Nelsen 6,5, Vicelich 6(dal 33' st Christie s.v.), Smith 6; Bertos 5,5, Elliott 5,5, Lochhead 5,5, Fallon 6, Smeltz 7; Killen 6,5(dal 26' st Wood 6) (Moss, Bannatyne, Sigmund, Brown, Barron, McGlinchey, Clapham, Mulligan, Boyens, Brockie). All. Ricki Herbert. 6,5

SLOVACCHIA (4-4-2): Mucha 6; Zabavnik 6, Durica 6,5, Skrtel 6, Cech 5,5; Weiss 5,5(dal 46' st Kucka 5), Strba 5,5, Sestak 6,5(dal 35' st Holosko s.v.), Hamsik 6; Vittek 6,5 (dal 38' st Stoch s.v.), Jendrisek 6 (Pernis, Kuciak, Pekaric, Kozak, Sapara, Pernis, Jakubko, Kopunek, Salata, Petras). All. Vladimir Weiss 5,5

ARBITRO: Jerome Damon 5

NOTE - Spettatori: 23.871. Ammoniti Lochhead, Strba per gioco scorretto e Reid per c.n.r. Angoli: 9-3 per la Slovacchia. Recuperi 1' e 3'.

lunedì 14 giugno 2010

Un'Olanda al di sotto delle attese regola la Danimarca


Al termine di 90' minuti a dir poco noiosi gli Orange conquistano la prima vittoria del loro Mondiale, cogliendo di fatto il massimo col minimo sforzo.

Nonostante una prova deludente, non agevolata da una Danimarca ordinata e attenta, l'Olanda si porta in testa al Girone E ipotecando il passaggio agli ottavi.

Come detto non una prestazione brillante quella fornita dagli uomini di Van Marwik, ma sufficiente per sconfiggere una Danimarca apparsa troppo rinunciataria e in campo solo per il compitino.

Con Robben tenuto precauzionalmente in panchina il ct olandese decide di schierare Van Der Vaart in posizione esterna, con Snejder e Kuyt a completare il trio che supporta l'unica punta Van Persie; per quanto riguarda la Danimarca, invece, Gronkjaer va in panchina lasciando come unico vero terminale offensivo Bendtner.

Consci delle condizioni nelle quali si sta giocando, i giocatori provano più volte il tiro da fuori: al 6' lo libera Snejder, trovando un insicuro Sorensen; un minuto dopo ci prova Agger, ma in maniera decisamente velleitaria. Al 22' Enevoldsen decide di calciare da lontano, ma il risultato è un tiro da dimenticare; al 27' Rommedhal serve un ottimo cross per Bendtner, il quale di testa tocca fuori. Al 34' Jorgensen trova splendidamente Rommedhal sull'altro lato dal campo, ma questi spara in bocca a un attento Stekelenburg. Nel finale del primo tempo ci provano ancora i danesi, con Kahlenberg, ma Stekelenburg pare invincibile. Il vero problema dell'Olanda sta nel trovare spazi tra le fitte maglie danesi, quasi invalicabili; talmente invalicabili che il vantaggio arancione arriva senza che questi le passino: l'autorete di Poulsen al 46' è incredibile, l'intervento dell'omonimo del giocatore della Juventus è goffo e maldestro e prima di varcare la linea trova pure un tocco di Agger. E' un episodio decisivo, che permette all'Olanda di giocare in discesa i restanti 43' di gioco; la reazione danese infatti è pressochè nulla. All'81' ci prova ancora Snejder da fuori, ma il suo destro scheggia la traversa; all'86' arriva il raddoppio dell'ex Feyenoord Dirk Kuyt che mette in rete dopo il palo colpito dal subentrato Elia.

Olanda bocciata dunque, Danimarca solo rimandata anche se col Camerun dovrà certamente fare di più.

OLANDA-DANIMARCA 2-0 (primo tempo 0-0)

MARCATORI: aut. Agger (D) al 1', Kuyt (O) al 40' s.t.

OLANDA (4-2-3-1): Stekelenburg 6,5; Van der Wiel 6,5, Heitinga 6, Mathijsen 6, Van Bronckhorst 6; Van Bommel 5,5, De Jong 6(dal 43' s.t. De Zeeuw s.v.); Kuyt 6,5, Sneijder 6, Van der Vaart 5 (dal 23' s.t. Elia 6,5); Van Persie 5,5 (dal 32' s.t. Afellay s.v.). (Vorm, Boschker, Boulahrouz, Ooijer, Braafheid, Schaars, Babel, Robben, Huntelaar). All.: Van Marwijk 6

DANIMARCA (4-4-1-1): Sorensen 6; Jacobsen 6, Kjaer 6,5, Agger 6, S. Poulsen 5,5; Rommedhal 6,5, Jorgensen 5,5, C. Poulsen 5, Enevoldsen 6 (dall'11' s.t. Gronkjaer s.v.); Kahlenberg 5,5 (dal 28' s.t. Eriksen s.v.); Bendtner 6 (dal 17' s.t. Beckmann 5). (Andersen, Christiansen, Kvist, Kroldrup, Mtiliga, J. Poulsen, Jensen, Tomasson, Larsen). All.: Olsen. 5,5

ARBITRO: Lannoy (Fra) 5,5

NOTE: spettatori 65 mila circa. Ammoniti De Jong, Van Persie e Kjaer per gioco falloso. Angoli: 6-2. Recupero: 0' e 3'.

domenica 13 giugno 2010

Serbia, che occasione persa! Il Ghana ha un piede e mezzo agli ottavi


Un gol su calcio di rigore dell'ex Udinese e Modena Asamoah Gyan regala il primo successo africano del Mondiale 2010, complicando decisamente il cammino dell'ambiziosa Serbia.

Una sconfitta forse decisiva. Lo 0-1 odierno compromette non poco il cammino della compagine guidata (male) dal vecchio Antic nella massima competizione per nazioni, e solo un improbabile successo contro la più quotata formazione tedesca potrebbe riaccendere le speranze di qualificazione. Gioia incredibile invece per il Ghana, che vede vicini gli ottavi di finale per la seconda volta consecutiva.

Antic decide di lasciare fuori il tecnico Lazovic, non ancora al meglio dopo il doloroso infortunio patito col Terek Grozny, per far spazio al duo d'attacco Zigic-Pantelic; dall'altra parte Rajevac, un 'derby' questo per lui, esclude dall'undici iniziale Muntari, Appiah e Quincy Owusu-Abeye.

E' proprio il già nominato attaccante dell'Ajax Pantelic a produrre il primo brivido dell'incontro: dopo soli 13 secondi dal fischio d'inizio dell'argentino Baldassi l'ex Hertha Berlino spara da lontanissimo cogliendo però attento Kingson che lascia sfilare. Passa un solo minuto e Sarpei con un buon destro pareggia il conto dei tiri. Dopo una lunga fase soporifera del match al 61' lo stesso Sarpei ha una ghiottissima occasione per passare in vantaggio: cross dalla destra di Tagoe, la sua incornata termina sul fondo. Nove minuti più tardi è ancora un colpo di testa a mettere i brividi alla retroguardia serba, stavolta di Asamoah, con il pallone che scheggia il palo. Al 75' cambia la gara: Lukovic merita il secondo giallo e viene espulso; da quel momento, paradossalmente, la Serbia comincia a giocare a calcio e nel giro di pochi minuti trova più occasioni. Krasic trova un Kingson attentissimo quando viene servito dal giocatore dello Zenit Danko Lazovic; successivamente ci prova anche Ivanovic, ma il suo destro sibila sopra la traversa. All'85' arriva l'episodio che decide la partita: follia pura di Kuzmanovic, il suo fallo di mano è netto e Baldassi è costretto ad assegnare il rigore agli africani; Gyan non perdona e il Ghana è in vantaggio. La Serbia produce uno sconclusionato assedio finale ma l'occasione più pericolosa è ancora di firma ghanese, col solito Gyan che, a tu per tu con Stojkovic, coglie il palo interno. La formazione di Rajevac trova quindi il primo successo africano del Mondiale, per i Serbi strada in salita.

SERBIA-GHANA 0-1
(Primo tempo 0-0)

MARCATORE: Asamoah Gyan (G) su rigore al 39' s.t.

SERBIA (4-4-2): Stojkovic 6; Ivanovic 6, Vidic 5,5, Lukovic 6, Kolarov 6; Krasic 6, Stankovic 5,5, Milijas 6 (dal 17' st Kuzmanovic 4), Jovanovic 5 (dal 31' st, Subotic s.v.); Zigic 5,5 (dal 25' st, Lazovic 6,5), Pantelic 5,5. (Rukavina; Uriic; Tosic; Isailovic; Obradovic; Ninkovic; Petrovic; Mrdja; Kacar). C.t: Antic 5

GHANA (4-2-3-1): Kingson 6,5; Sarpei 6.5, Gyan 7,5 (dal 48' st, Owusu Abeyie s.v.), Pantsil 6, Mensah 6,5; Annan 6, Tagoe 7; Ayew 6,5, Vorsah 6, Asamoah 6 (dal 28' st, Appiah 6); Boateng 6,5 (dal 46' st, Addy s.v.). (Agyei; Inkoom; Boateng; Muntari; Amoah; Ahorlu; Ayew; Adiyiah; Jonathan). C.t: Rajevac 6,5

ARBITRO: Baldassi (Arg.) 7

NOTE - Spettatori 38.833. Ammoniti: Zigic, Vorsah, Lukovic, Kuzmanovic, Tagoe per gioco scorretto. Al 39' s.t. espulso Lukovic per doppia ammonizione. Angoli 4-4. Recuperi 1' p.t., 3' s.t.

Pavel Pogrebnyak:classe abbinata a potenza


Andiamo ad analizzare a fondo le caratteristiche tecniche, fisiche e personali del forte attaccante dello Stoccarda, capocannoniere della Coppa Uefa 07/08.

I primi passi nello Spartak Mosca.Pavel nasce l'8 Novembre di 26 anni fa nella capitale Russa; a soli 6 anni esordisce nella scuola calcio dello Spartak di Mosca e all'età di 18 è già titolare fisso in prima squadra. Tra il 2001 e il 2003 segna 8 gol in 23 partita, venendo visionato dagli osservatori del Baltika Kaliningrad che lo acquistano la stagione successiva. Negli anni a venire Pavel cambierà ben quattro maglie, tornando alla corte della Spartak, finendo al Khimki e allo Shinnik Yaroslavl, ora in First Division. La carriera di "Posha" sembra destinata a essere mediocre e di basso ma rispettoso livello, quando poi accade la svolta.

La svolta a Tomsk.Nel 2006 approda in Siberia, al Tom Tomsk segnando 13 reti in 26 incontri. Da questa grande stagione Pavel otterrà più soddisfazioni: oltre a essere l'idolo locale per la tifoseria biancoverde il moscovita guadagna la convocazione in nazionale mentre da San Pietroburgo cominciano ad arrivare le prime voci d'interesse.

A San Pietroburgo per vincere tutto.Nel mercato invernale approda nella fredda e culturalmente più occidentale San Pietroburgo, con l'intento di vincere i primi titoli sia per quanto riguarda la sua bacheca personale che per quella del club del presidente Dyukov. Interagisce subito alla grande con Dick Advocaat, che lo posiziona sulla punta del suo albero di Natale e andando, di fatto, a fare coppia col genietto Arshavin, prodotto del vivaio della Smena, che, escludendo malignamente il sultano Fatih Tekke, non usufruiva di un partner offensivo a lui complementare dai tempi di Aleksandr Kerzhakov, ora alla Dinamo Mosca dopo una breve ma proficua esperienza al Sevilla. Anche grazie alle sue reti lo Zenit conquista nel 2007 il suo primo titolo nazionale, sfaldando la dittatura moscovita che durava da dodici anni, dopo il successo dell'Alania Vladivadkaz nel lontano 1995. Nel Marzo 2008 vince anche la Supercoppa di Russia, trafiggendo Levenets nell'occasione del gol decisivo segnato a 8' dalla fine.

Le conquiste europee.Il 2008 è l'anno delle conquiste europee e della conseguente affermazione del movimento calcistico russo completata col magnifico bronzo all'Europeo in Austria e Svizzera. Ma fermiamoci ai successi con lo Zenit, dato che quelli in nazionale purtroppo non gli appartengono ufficialmente. Nel Febbraio 2008 segna due reti pesantissime al Villareal, che permettono allo Zenit di acquisire il passaggio agli Ottavi di Finale dove i russi incontrano il Marsiglia, giustiziere il turno precedente dello Spartak Mosca. Al Velodrome finisce in goleada, con il solo gol di Arshavin a 9' dalla fine a mietere il passivo; sette giorni più tardi al Petrovski accade qualcosa di soprendente: Lo Zenit elimina i francesi, proprio mediante Pavel, che confenziona con una rete per tempo quel 2-0 fondamentale per recuperare il 3-1 dell'andata. Ai quarti lo Zenit passeggia alla Bayarena, vincendo 4-1 con una rete di Pogrebnyak. In semifinale c'è il quotatissimo Bayern Monaco, che arriva in Russia volenteroso di ribaltare l'1-1 maturato all'Allianz Arena. Ma lo Zenit è troppo agguerrito per i Bavaresi che subiscono una clamorosa umiliazione: 4-0, aperto e chiuso da Pavel. Lo Zenit vincerà poi a Manchester la coppa senza però l'ex Tom Tomsk, squalificato per una stupida ammonizione ricevuta nel finale della gara di ritorno con la compagine guidata allora da Hottmar Hitzfield.

L'infortunio in nazionale. Dopo la conquista della UEFA, per Pavel si aprono le porte della totale consacrazione a livello internazionale con l'Europeo in Austria e Svizzera. Un serio infortunio al ginocchio però, patito nell'amichevole contro la Serbia, lo priva di questa opportunità, costringendo il commissario tecnico Guus Hiddink a sostiruirlo convocando l'ex Fc Mosca Roman Adamov, capocannoniere della stagione 2007. La lesione dei legamente al ginocchio lo ostacola anche con il suo club, il quale per più di un mese patirà la sua assenza, pesantissima nel gioco e nell'economia della squadra. Pavel ritorna a metà Agosto, nel recupero col Terek Grozny vinto per tre a uno.

La Supercoppa Europea. Il moscovita segna una doppietta nel match di fine agosto al Metalist di Samara, incontro che precede la Supercoppa Europea del 29 dello stesso mese con sede a Montecarlo. Gli avversari dei Sanpietroburghesi sono i campioni d'Europa e successivamente del mondo del Manchester United; la coppa va a finire tra le mani di capitan Tymoschuk, anche grazie al gol che sblocca l'incontro al 45', proprio ad opera di Pavel.

L'esordio in Champions League. Il 16 Settembre è la volta del debutto nella massima competizione europea per club sia per lo Zenit che per 'Posha'. All'Olimpico di Torino i russi, in tenuta azzurra, prevalgono sulla Juventus in termini di gioco ma non di risultato, con gli italiani che regolano di misura lo Zenit. Nelle altre cinque partite del girone Pavel riesce anche a trovare il suo primo timbro in Champions League, a Minsk contro il BATE Borisov.

L'avventura in Germania. Nel Maggio del 2010 passa allo Stoccarda, dove in 39 partite complessive segna 8 reti. Pavel quindi si ambienta subito nella nuova dimensione, risultando decisivo anche in Champions League.

Potenza mixata ad eleganza. Pavel Pogrebnyak è un esempio di centravanti puro, che mescola fisicità e potenza, dettate perlopiù dall'imponente costituzione, a eleganza e qualità, con un sinistro che ricama traiettorie imprendibili per i portieri avversari. Altra qualità fondamentale è la freddezza sottoporta, caratteristica che lo ha reso primo rigorista nello Zenit del dopo-Tymoschuk. Determinante nel modulo di Advocaat (Zenit 2007-2009), basato su esterni che spingono molto fornendo cross per la testa della punta centrale, nello Stoccarda fa solitamente coppia con Cacau.

Allego infine una mia personale clip sul giocatore in questione, tutta da godere!