Comincia oggi la rubrica che si snoderà in otto puntate, dove verrà data una valutazione oggettiva alle 32 compagini che hanno partecipato alla rassegna iridata.
Non è stato un mondiale esaltante per l'Honduras, praticamente mai pervenuto in fase offensiva; le più grosse delusioni per la nazionale centroamericana arrivano infatti dagli attaccanti, rei di non essersi mai resi realmente pericolosi nei match contro Cile, Spagna e Honduras: voto insufficiente quindi per i vari Suazo, Pavon, Martinez (da apprezzare però le treccine arcobaleno) e Welcome. Esce a testa alta invece il reparto difensivo, capitanato dall'ottimo Noel Valladares: il 33enne portiere del Deportivo Olimpia ha tenuto a galla i suoi contro Villa & co., è rimasto inviolato contro la Svizzera e contro il Cile ha compiuto una tra le più belle parate del torneo. Merita infine una menzione l'estroso Nunez, che nei pochi minuti da lui giocati ha fatto ricredere il suo allenatore Rueda.
Si presentava come debuttante e si è tolta lo sfizio di battere i campioni del mondo raggiungendo, ovviamente per la prima volta, gli ottavi di finale. Stiamo parlando della Slovacchia, che dopo la beffa subita a tempo scaduto nella gara d'esordio temeva di aver gettato al vento un'occasione colossale; invece, grazie alla quadratura di un gruppo mai domo, gli uomini di Weiss hanno saputo reagire e giocarsi le loro carte nel gruppo F. Torneo superbo per l'attaccante ex Norimberga Tomas Vittek, capocannoniere della squadra con 4 reti; eccellenti prestazioni anche per Strba, un autentico mastino a centrocampo, e per Jendrisek. In chiaroscuro Mucha, deludente Hamsyk.
Il Cile è stata riconosciuta all'unanimità come squadra "tanto fumo niente arrosto"; una compagine di indiscusso talento ma priva di quell'esperienza fondamentale a certi livelli. Complicatissimo trovare giocatori che hanno deluso, risulta semplice invece elencare chi ha fatto bene nella 'Roja': tutto l'attacco, reso spumeggiante dai funambolici Mark Gonzalez, Fernandez, Sanchez, Valdivia e Beausejour. Unico neo in questo lotto il centravanti Suazo, lontano parente del mattatore delle qualificazioni. Di qualità anche il pacchetto arretrato, con i vari Ponce, Isla, Jara e Medel, coadiuvati dall'ottimo Vidal, sublime jolly del Bayer Leverkusen. Alquanto allegorico invece il portiere Bravo, che non ha tenuto fede al suo cognome sul gol di Villa in Cile-Spagna 1-2.
Tutt'altro che felice il mondiale dell'Inghilterra, mai veramente convincente e ridicolizzata dalla Germania negli ottavi di finale. Analizzando i singoli non si può non citare la papera di Green al debutto, effetto della solita confusione sassone sul ruolo di portiere titolare. Rooney e Gerrard hanno disputato un torneo anonimo mentre i vari Heskey, Wright Philips, Lennon, Milner e Barry sono risultati ampiamente insufficienti; da salvare solo Defoe, Lampard e Upson.
L'UEFA si è riservata il diritto di pronunziare la decisione di quali conseguenze subirà l'incontro entro 48 ore ma pare ovvio lo 0-3 a tavolino, punteggio che aprirebbe un' autostrada verso il primo turno preliminare per i maltesi. Il vincitore di questo doppio confronto affronterà gli ostici slovacchi dello Zilina mentre l'altro playoff, tra Tre Fiori e Rudar, darà la possibilità di giocare contro i bulgari del Litex Lovech.